Il pranzo di Natale di Franco Berrino

L'epidemiologo Franco Berrino condivide il suo pranzo di Natale, unendo tradizione e salute con piatti rivisitati, come tortelli di zucca e gallina ripiena, senza rinunciare a dolci e vino di qualità

Franco Berrino, noto epidemiologo emiliano nato nel 1944, condivide la sua esperienza del giorno di Natale, mescolando tradizione culinaria, piacere e attenzione alla salute, senza rinunciare al gusto e alle celebrazioni festive.

Berrino

Un pranzo di Natale all’insegna del gusto

«Il mio pranzo di Natale? Primo, secondo e dolce, con crema, e del vino». Con un sorriso, l’epidemiologo esprime il suo amore per i piatti tipici delle festività. Nonostante la sua fama di attento alla salute, non si priva dei piaceri della tavola. La sua celebrazione del 25 dicembre è un bilanciamento tra tradizione e benessere, un modo per onorare le proprie radici senza escludere il gusto.

«La mia cucina è in gran parte influenzata dai ricordi di famiglia. Preparerei i tortelli di zucca, una ricetta che mi riporta alla mia infanzia. Per la pasta, utilizzo farina di tipo 2 o integrale setacciata, evitando la 00. La farcia, tradizionalmente arricchita con parmigiano, è stata modificata da me, sostituendola con tofu e un pizzico di gomasio. Sono deliziosi, garantisco».

Un piatto che unisce innovazione e rispetto per le tradizioni, per un Natale da ricordare. Ma come viene servito il piatto? «La nonna usava burro fuso, ma io opto per un sughetto con miso, tahini e acqua, creando una crema che esalta i tortelli. Tuttavia, non ho nulla contro il parmigiano, se qualcuno lo preferisce».

Secondi piatti e scelte consapevoli secondo Franco Berrino

Passando al secondo piatto, l’epidemiologo Franco Berrino rivela il suo intento di replicare la gallina ripiena, un piatto di famiglia tradizionale. Tuttavia, esprime la sua frustrazione: «Non sono mai riuscito a riprodurre la ricetta della mia nonna. Inoltre, la qualità della carne è cambiata nel tempo. Le galline di un tempo, che vivevano libere, non esistono più. Per me, la carne deve essere di qualità superiore, altrimenti preferisco evitarla».

Qual è il piano B, quindi? «Preparerei una bistecca di cavolo cappuccio, una ricetta semplice che mi ha insegnato un’amica. Si taglia una fetta spessa di cavolo cappuccio, si cucina al forno e si serve sopra un hummus di ceci. Ma io la personalizzerò con una crema di topinambur, un tubero che fa bene all’intestino».

tubero

Il topinambur è noto per il suo contenuto di inulina, una fibra che favorisce la crescita di batteri benefici nel colon. Questo aiuta a mantenere un intestino sano e una digestione regolare, contribuendo al benessere generale. Tuttavia, bisogna fare attenzione, poiché può causare gonfiore. È consigliabile iniziare con un cucchiaio per testare la reazione del corpo.

Dolci tradizionali e innovativi per le festività

Il dolce non può mancare durante le festività. «Sarà un panettone artigianale, fatto con ingredienti di qualità. È fondamentale controllare l’etichetta, evitando quelli contenenti mono e digliceridi degli acidi grassi, che possono alterare la salute intestinale».

Per accompagnare il panettone, propone una crema al miglio, una ricetta creata dalla sua cuoca. «Servono miglio, bevanda vegetale, acqua, malto di riso, scorza di limone e sale. Dopo aver cotto il miglio, si aggiunge il malto e si frulla fino a ottenere una crema omogenea».

In aggiunta al panettone, annuncia anche un dolce fatto in casa. «Preparerò dei brownie senza farina, utilizzando patate dolci, cacao e mandorle. Questo dolce è intelligente perché i grassi sani aiutano a rallentare l’assorbimento degli zuccheri, mantenendo stabile la glicemia».

Scelte di bevande e tradizioni culinarie

Per quanto riguarda il vino, Franco Berrino sottolinea l’importanza della qualità. «Un buon vino, preferibilmente senza solfiti, è essenziale. Per il brindisi, opterò per un Sauternes».

Ma cosa succede la sera? «Tendo a non mangiare molto. Durante le festività, spesso salto la cena e passo direttamente alla colazione del giorno successivo. Tuttavia, per la cena di San Silvestro, ho un programma diverso».

Infatti, sarà ospite in un ristorante biologico e biodinamico, dove ha già assaporato un menù ricco di verdure. E per iniziare il nuovo anno, ha pianificato un detox di cinque giorni a Catania, un’iniziativa per rinnovare il corpo e la mente, con un programma che include camminate, cucina olistica e momenti di silenzio per riconnettersi con se stessi e la natura.

Riflessioni di Franco Berrino sulla cucina italiana

Infine, sul riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’UNESCO, l’epidemiologo esprime il suo entusiasmo, ma con una nota di critica. «È un segnale positivo, ma la vera cucina italiana è stata snaturata. Oggi è difficile trovare piatti autentici, come quelli che preparava mia nonna. I veri custodi delle tradizioni culinarie sono coloro che utilizzano ingredienti semplici e genuini. La cucina italiana non è solo lusso, ma cultura quotidiana e patrimonio da preservare».

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