Le 10 malattie più mortali oggi, secondo l’OMS: come riconoscerle e affrontarle
Le dieci malattie più letali attuali causano milioni di morti all'anno, principalmente a causa di patologie cardiovascolari, respiratorie e condizioni croniche, ma molte sono prevenibili e curabili
Ogni anno, milioni di persone perdono la vita a causa di malattie gravi se non vengono prevenute, diagnosticate o trattate con tempestività. Questo articolo presenta un elenco delle dieci malattie più letali attualmente conosciute, fornendo una comprensione delle problematiche sanitarie più urgenti del nostro tempo.

Nonostante i progressi nel trattamento di molte malattie, alcune rimangono particolarmente insidiose e letali, contribuendo a un numero crescente di decessi ogni anno. È fondamentale conoscere le malattie più pericolose al fine di promuovere una maggiore consapevolezza e prevenzione.
La letalità di una malattia rappresenta un indicatore epidemiologico che misura la gravità della condizione in relazione al numero di decessi tra le persone affette. È interessante notare che le malattie non trasmissibili e croniche superano annualmente in letalità quelle trasmissibili.
Malattie con il più alto tasso di mortalità attuale
Le malattie che causano il maggior numero di decessi possono essere suddivise in tre categorie principali. Il primo gruppo comprende le malattie cardiovascolari, che comprendono le patologie ischemiche che colpiscono cuore e cervello.
Al secondo posto si trovano le malattie respiratorie, che possono derivare sia da condizioni ostruttive che infettive. Infine, un’alta percentuale di mortalità è associata a complicazioni prenatali, perinatali e postnatali.
Le cause di morte possono essere riassunte in tre categorie: malattie trasmissibili, non trasmissibili e lesioni. Nel 2019, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha registrato circa 55,4 milioni di decessi a livello globale; tra queste, sette delle dieci malattie più letali erano non trasmissibili.
Cardiopatia ischemica: la principale causa di morte globale
La cardiopatia ischemica è la principale causa di morte a livello mondiale, con 8,9 milioni di decessi nel 2019, secondo i dati dell’OMS. Questa condizione si verifica quando c’è un disequilibrio tra la richiesta e l’apporto di ossigeno al muscolo cardiaco.
La causa principale della cardiopatia ischemica è l’aterosclerosi, che comporta la formazione di placche di lipidi, collagene e cellule infiammatorie all’interno delle arterie coronarie. Questo porta a una riduzione della luce dei vasi sanguigni e a una diminuzione del flusso di ossigeno.
Questa malattia può manifestarsi come angina stabile, angina instabile o infarto acuto del miocardio, a seconda della sua fisiopatologia e del suo decorso. Il sintomo principale è il dolore al petto, che può durare da 15 a 30 minuti.
Il riconoscimento della cardiopatia ischemica avviene attraverso l’anamnesi e l’esame clinico del paziente, supportato da esami complementari come l’elettrocardiogramma e le analisi delle enzimi cardiache.
La malattia cerebrovascolare e la sua incidenza
La malattia cerebrovascolare si colloca al secondo posto tra le cause di morte, rappresentando l’11% delle morti registrate nel 2019. Questa patologia include un’ampia varietà di condizioni che portano a disfunzioni cerebrali dovute a carenza di ossigeno.
La malattia cerebrovascolare può essere classificata in ischemica e emorragica. La forma ischemica può essere temporanea o permanente e si verifica a causa dell’ostruzione di un vaso sanguigno. Al contrario, la lesione emorragica si verifica quando un vaso sanguigno si rompe e causa un accumulo di sangue nel tessuto cerebrale.
I sintomi variano a seconda dell’area colpita e possono includere alterazioni della coscienza, problemi di orientamento e difficoltà motorie. La diagnosi si basa sull’osservazione clinica e su esami di imaging, come la tomografia computerizzata.
È cruciale garantire una diagnosi e un trattamento tempestivi, poiché la malattia cerebrovascolare è una delle principali cause di disabilità a lungo termine.
Malattia polmonare ostruttiva cronica e le sue conseguenze

La malattia polmonare ostruttiva cronica (EPOC) rappresenta la terza causa di morte nel mondo, con 3,17 milioni di decessi nel 2015. Questa condizione limita il flusso d’aria nei polmoni e include broncopneumopatia cronica, enfisema e atelectasia.
I principali fattori di rischio includono il fumo, l’inquinamento atmosferico e l’esposizione a sostanze chimiche. La diagnosi avviene attraverso sospetto clinico e test di funzionalità polmonare, come la spirometria.
Le infezioni respiratorie inferiori tra le malattie più letali
Le infezioni delle vie respiratorie inferiori sono tra le malattie trasmissibili con il più alto tasso di mortalità, colpendo sia adulti che bambini. Queste infezioni provocano una reazione immunitaria contro patogeni nel bronco e nei polmoni.
Possono essere causate da virus, batteri, funghi e parassiti, con i virus respiratori sinciziali e rinovirus che risultano tra i principali colpevoli nei bambini. Le malattie possono manifestarsi come bronchite, bronchiolite, influenza e polmonite.
Il trattamento è sintomatico e può includere antibiotici o antivirali a giudizio medico, mentre la diagnosi si basa su esami clinici e laboratoriali.
Le condizioni neonatali: una problematica in calo
Le patologie neonatali si collocano al quinto posto tra le malattie più letali, con 2 milioni di neonati deceduti nel 2019. Tuttavia, la mortalità ha mostrato un decremento negli ultimi vent’anni, con una riduzione di 1,2 milioni rispetto al 2000.
La maggior parte delle morti neonatali si verifica tra i nati prematuri, e la prematurità è in aumento in molti paesi. Le principali cause includono malformazioni congenite, patologie respiratorie, infezioni e disturbi emorragici.
Cancro ai polmoni: l’emergenza del XXI secolo
Il cancro ai polmoni è ora riconosciuto come la principale causa di morte per cancro nel mondo. I tassi di sopravvivenza sono bassi, con solo il 11,2% per gli uomini e il 13,9% per le donne a cinque anni dalla diagnosi.
I sintomi includono difficoltà respiratorie, tosse persistente e perdita di peso. La diagnosi si basa su imaging, mentre il trattamento può richiedere chirurgia, radioterapia e chemioterapia.
Alzheimer e altre forme di demenza
Il morbo di Alzheimer è la causa principale di demenza, rappresentando il 60-80% dei casi. La sua incidenza aumenta con l’età, colpendo in prevalenza le donne. I sintomi iniziali comprendono perdita di memoria e cambiamenti comportamentali.
Malattie diarroiche: una minaccia costante
Le malattie diarroiche possono portare a disidratazione e morte, con 1,2 milioni di decessi nel 2019. Sono la seconda causa di morte nei bambini sotto i cinque anni. I principali agenti causali includono batteri e virus trasmessi attraverso acqua contaminata.
Diabete e la sua prevalenza crescente
La diabetes mellitus si colloca al nono posto tra le malattie più letali, caratterizzata da livelli elevati di glucosio nel sangue. La diagnosi avviene tramite test di glucosio e emoglobina glicata. È fondamentale tenere sotto controllo i livelli di zucchero per prevenire complicazioni.
Malattie renali in aumento
Le malattie renali hanno visto un incremento significativo nel numero di decessi, raggiungendo 1,9 milioni nel 2019. L’insufficienza renale cronica è la forma più comune e richiede un trattamento volto ad alleviare i sintomi e rallentare la progressione della malattia.